Barba hipster: più di una semplice moda passeggera

«Non è solo moda, la barba hipster rappresenta una subcultura giovanile che ha stravolto i canoni estetici maschili con irriverenza e carattere»

Sempre più spesso sentiamo dire che lo stile hipster è stata una moda passeggera di dieci anni fa nata, morta e mai risorta. Un fenomeno artistico e culturale talvolta abusato nei suoi reali intenti. Ma siamo certi di conoscere le origini del mondo hipster? Chi sono per davvero questi volti con camicia a quadri e barba lunga?

Il termine hipster indica una subcultura espressa da giovani bohémien del ceto medio e benestante che risiedono per la maggior parte in quartieri emergenti. Alcuni per associarli ad uno stile musicale li collocano tra gli amanti dell’indie e alternative pop. Dovendo tradurre il termine in italiano potremmo chiamarli “giovani anti conformisti” anche se in realtà sono più tradizionali di quanto si pensi. La loro prima comparsa avvenne negli Stati Uniti attorno agli anni 40′, periodo di fervore e amore spassionato per la musica jazz, in particolare bepop. Ecco che in questo scenario compare il termine hipster in maniera ufficiale. Prima di allora si usava il termine “hepcats” ma indicava prevalentemente gli appassionati dello swing. Sarà dopo il secondo conflitto mondiale che questa corrente artistica assumerà nuove rappresentazioni, nonché collegamenti con il mondo estetico, spirituale e letterario. Non a caso il famoso scrittore Norman Mailer li definì “esistenzialisti statunitensi convinti di divorziare dalla società e vivere senza radici intraprendendo un misterioso viaggio introspettivo”. E se questa potrebbe sembrare una definizione strafottente e giudicante ci porta comunque a riflettere sul lato positivo di una scelta condivisa e poi emulata, ovvero il desiderio di libertà e indipendenza.  

E come tutte le subculture oltre ad un ideale vi è sempre uno stile. In questo caso domina la parola distinzione, con l’obiettivo di prendere le distanze da ciò che risulta alto, elegante e agiato. Per avere un’idea chiara è sufficiente pensare ai musicisti bepop neri che per differenziarsi ed esprimere il loro disappunto utilizzavano un abbigliamento preciso in contrasto con gli uomini bianchi ricchi e abbienti. Dopo la Guerra Fredda molti hipster scomparvero facendo pensare ad un fenomeno ormai entrato nel dimenticatoio; complice la crisi economica e sociale del periodo. 

La voglia di distinguersi che si è trasformata in omologazione

Sebbene l’ondata hipsteriana non raggiunse mai l’Europa è nei primi anni duemila che fu riportata in auge da molti giovani desiderosi di uno stile alternativo alla moda corrente. Si resero riconoscibili attraverso precise scelte di abbigliamento, ovvero occhiali con montature nere e spesse, barbe folte e baffi all’insùcamicie a quadri o in fantasia e infine gli indimenticabili risvoltini e bretelle. A questi elementi si aggiunsero dei richiami nostalgici al passato come l’utilizzo di capi vintage, l’ascolto dei vinili, le corse con gli skate e il petto ricolmo di tatuaggi old school. Ma che cosa ha portato gli hipster ad autoescludersi e allo stesso tempo ad omologarsi così tanto tra loro? Le risposte potrebbero essere tante ma sicuramente uno dei motivi scatenanti è l’incombere nel fenomeno “emulazione di massa” tipico della società moderna e contemporanea.

Il bisogno di autenticità voluta dagli ultimi hipster combacia anche col desiderio di discostarsi dall’era digitale, dal consumo vistoso e da un immagine privilegiata e individualista che con forza si è inserita. L’allargamento di questo stile però ha ribaltato le sorti, portandolo da trend di nicchia a moda conclamata. Questa fase in Italia durò circa 10 anni, influenzando vecchie e nuove generazioni. 

Perché la barba hipster ha riscosso tanto successo

Oltre a fantasie scozzesi, anfibi e jeans vintage un tratto caratteristico di questo stile è il taglio barba hipster. Questo nella maggior parte dei casi prevede lunghezze importanti e baffi curati, nonostante negli ultimi anni la proiezione sia andata verso fade beard e sagomature corte. Durante le prime apparizioni del movimento in Italia i giovani prediligevano uno stile incolto e selvaggio, il cui lato positivo era sicuramente non diventare schiavo di una beauty routine precisa e costante. Col tempo invece questa considerazione è mutata – o meglio si è trasformata in una consapevolezza secondo cui la cura dell’immagine non è solo vezzo ma anche amore e rispetto per se stessi. Dal 2015 ad oggi infatti la barba hipster ha trovato il suo olimpo nelle Barberie, diventando un evergreen richiesto e apprezzato. 

Ma cosa significa curare barba hipster per avere sempre uno stile ordinato e un pelo sano? Il primo è sicuramente l’utilizzo di prodotti specifici, come shampoo, balsamo e olio, che aiuteranno la crescita e il mantenimento di un buon colore, oltre all’estrema morbidezza. Ma conosciamo nello specifico ognuno di loro. 

Come fare la barba hipster: consigli e prodotti

Tra i migliori consigli per curare la barba hipster e mantenerla perfetta i Beauty Expert consigliano 3 step fondamentali. 

PRIMO STEP : Detersione della barba col beard soap

La prima fase per rigenerare la barba è applicare uno shampoo per barba e contemporaneamente bagnare il pelo. Questo permetterà – con dei massaggi energici – di rimuovere impurità e batteri, riequilibrando la produzione di sebo e il ciclo di idratazione. Successivamente occorre passare al lavaggio avendo l’accortezza di eliminare ogni residuo di prodotto. 

SECONDO STEP: Nutrimento della barba col beard balm

Una volta rimosso lo shampoo è necessario applicare il balsamo per barba per restituire nutrimento e morbidezza. Per le barba lunghe con problemi di prurito ed effetto crespo si consiglia un grooming con formula a risciacquo, per aumentare l’effetto districante e disciplinante. Mentre invece chi possiede una barba medio corta può utilizzare un balsamo solido senza risciacquo; i benefici sono molteplici in quanto non solo ammorbidisce e profuma, ma consente di modellare e mantenere in ordine la barba per tutta la giornata. 

TERZO STEP: Illuminare e profumare con il beard oil

L’ultima fase di questa routine è il beard oil. Gli oli essenziali infatti sono un toccasana per il pelo della barba. Applicati a barba asciutta profumano per lungo tempo e donano massima brillantezza, ma non solo proteggono dagli agenti esterni creando una barriera scudo indispensabile per prevenire secchezza ed effetto crespo. 

La routine illustrata è importante chiarire che può essere replicata sia su barba hipster corta che lunga, in quanto ricca di benefici e risultati visibili fin dal primo utilizzo. Inoltre è perfetta anche come prassi per chi desidera iniziare un percorso di crescita della barba in totale comfort e salute.